Vi è mai capitato che, il giorno dopo aver parlato con un amico – mentre eravate in escursione in montagna – avreste voluto usare un binocolo e improvvisamente il vostro cellulare vi mostrasse pubblicità di BINOCOLI? Molti interpretano questo come se il telefono "ascoltasse" attraverso il microfono.
La verità è che, sebbene ciò possa accadere in casi molto specifici e controversi, la vera causa è solitamente un'altra: gli algoritmi di intelligenza artificiale già presenti sul vostro dispositivo ben prima che ChatGPT diventasse famoso.
Intelligenza artificiale sui dispositivi mobili prima di ChatGPT
Potresti spiegare perché da anni i telefoni integrano l'IA in:
- Tastiere predittive (Gboard, SwiftKey)
- Riconoscimento facciale per lo sblocco
- Fotocamera (riconoscimento della scena, modalità notturna)
- Assistenti vocali (Assistente Google, Siri)
- Classificazione dello spam e riepiloghi automatici
Questi sistemi spesso funzionano localmente, ma inviano anche dati al cloud se diamo il permesso.
Il vero controllo: permessi e tracker
Il punto cruciale non è se il dispositivo mobile "ascolta", ma a cosa abbiamo dato accesso.
- Ogni volta che installi un'app, accetti le autorizzazioni (fotocamera, microfono, posizione, contatti).
- Le app incorporano tracker di terze parti – società di analisi, pubblicità – che raccolgono dati.
- Questi dati vengono condivisi tra le app e consentono loro di mostrarti annunci pubblicitari incredibilmente accurati, senza dover ascoltare le conversazioni.
Exodus Privacy: cos'è e come usarlo
Exodus Privacy è una piattaforma affidabile e molto rispettata nel campo della privacy digitale. È un progetto open source senza scopo di lucro che analizza le app Android per identificare tracker e autorizzazioni. Exodus Privacy
Come si usa:
- Con il dispositivo che desideri proteggere, vai su exodus-privacy.eu.org
- Nella barra di ricerca, digita il nome di un'app qualsiasi (ad esempio: WhatsApp, TikTok, la tua banca...).
- Il risultato mostra:
- Autorizzazioni utilizzate dall'app (fotocamera, microfono, ecc.).
- Tracker rilevati (Google Analytics, Facebook Analytics, ecc.).
- A volte, una stima del numero di tracker presenti sul tuo dispositivo.
- Puoi anche installare l'app Exodus Privacy da F-Droid (non disponibile su Google Play) per analizzare le app installate.
È affidabile?
Sì, perché l'analisi viene effettuata sulla base dei file dell'app (codice decompilato) e l'elenco dei tracker viene gestito in modo collaborativo. Non si basa su opinioni, ma su prove tecniche.
E se avessi un iPhone? Alternative per iOS
Anche Apple offre strumenti per riprendere il controllo, sebbene funzionino in modo diverso.
Rapporto sulla privacy dell'App Store
Da alcuni anni, ogni scheda di un'app sull'App Store mostra una sezione chiamata "Privacy dell'app" in cui gli sviluppatori devono dichiarare quali dati raccolgono e se questi sono collegati all'utente. Non è tecnico come Exodus, ma è un buon primo filtro.
Rapporto sulla privacy di iOS (iOS 15+)
Apple ha aggiunto una funzione molto utile: vai su Impostazioni > Privacy > Rapporto sulla privacy. Lì puoi vedere, in un periodo di tempo di temps, quali app hanno avuto accesso al microfono, alla fotocamera, alla posizione e ai contatti e anche a quali domini di terze parti si sono connesse (ovvero, a quali tracker hanno inviato informazioni).
Altri strumenti
- Lockdown Privacy (app gratuita) funziona come un firewall locale e mostra in tempo reale quali tentativi di connessione ai tracker che stai bloccando.
- Salva le etichette sulla privacy come PDF dall'App Store per confrontare le app dopo averle installate.
Consigli pratici per riprendere il controllo
- Controlla le autorizzazioni in Impostazioni > App > Autorizzazioni (Android) o Impostazioni > Privacy (iOS). Rimuovi quelle non essenziali per il funzionamento dell'app.
- Fai attenzione alle app che richiedono l'accesso al microfono inutilmente (una torcia, un gioco, una calcolatrice, ecc.).
- Utilizza Exodus o il Rapporto sulla privacy dopo aver installato un'app.
- Considera alternative open source (ad esempio Organic Maps invece di Google Maps, o Signal invece di WhatsApp) che tendono ad avere meno tracker.
- Su iPhone, rivedi periodicamente il Rapporto sulla privacy per individuare comportamenti sospetti.
Conclusione – Il controllo è possibile
Se a volte avete la sensazione di perdere il controllo, è comprensibile. La tecnologia avanza rapidamente e spesso non siamo pienamente consapevoli di quali dati stiamo condividendo. Ma non siamo così passivi come sembriamo. Abbiamo dei diritti e abbiamo degli strumenti.
Con risorse come Exodus Privacy, iOS Privacy Reports e buone abitudini nella gestione delle autorizzazioni, possiamo riacquistare la capacità di decidere quali dati condividere, con chi e per quale scopo.
“Se come organizzazione volete fare un ulteriore passo avanti e assicurarvi che l'IA che utilizzate rispetti veramente le persone e i loro dati, AURA è qui per aiutarvi in questo percorso. Perché il controllo non riguarda solo il singolo individuo: riguarda anche il modo in cui le soluzioni tecnologiche vengono progettate e implementate.”